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Storia della danza orientale

ORIGINI


La danza del ventre è probabilmente la forma di danza più primitiva, le sue origini risalgono alle antiche culture orientale e mediorientale. Sebbene oggi molti la considerino una danza seducente, intesa a intrattenere un pubblico maschile, in realtà gli uomini hanno potuto assistere a questa singolare espressione artistica solo nella storia più recente. Per tradizione, la danza del ventre era eseguita dalle donne per le donne, come parte di antichi rituali di fertilità e di cerimonie religiose.
In arabo, questa danza si chiama raks sharqi, che letteralmente significa, danza dell'est, ma potreste anche sentirla chiamare danse orientale. Divenne conosciuta come dance du ventre dopo i viaggi realizzati dagli orientalisti europei nei paesi orientali alla fine del secolo XIX, tradotta in italiano in danza del ventre.

STORIA


Esistono testimonianze di quanto fosse diffusa la Danza del Ventre già in epoche remote nella cultura maori in Nuova Zelanda e nelle isole Hawaii, dove è conosciuta come Hula. Già migliaia di anni fa le donne danzavano in onore della Divinità Femminile, nel grande Tempio di Artemide a Efeso le sacerdotesse veneravano la Dea con danze rituali di cui vengono descritte movenze analoghe a quelle della danza del ventre. Il ruolo di Sacerdotessa era molto ambito perché esse erano la personificazione della Divinità, in alcune religioni erano considerate sacre ed erano scelte tra le giovani più istruite e appartenenti a famiglie nobili.
Le donne onoravano la Grande Dea in tutta la Mesopotamia in Kuwait e in Iran, Turchia e Siria, era conosciuta in Egitto e in Arabia Saudita, anche a Cipro sull'altare di Afrodite e in Grecia nel Tempio di Venere a Corinto.
Un grande contributo alla diffusione di quest'arte è sicuramente da attribuire alle popolazioni Rom, che dall'India si spostarono via terra verso l'Europa fino alle rive del Mediterraneo e da lì diramandosi verso il Medio Oriente, il Nord Africa, l'Europa Mediterranea e dell'Est.
Nel corso di questi spostamenti la danza del ventre subì l'influenza delle diverse culture incontrate sulla sua strada contaminandole a sua volta, fino a ciò che conosciamo oggi come danza del ventre che, è in particolare, quella mantenuta viva nei Paesi Arabi.

I primi contatti diretti con la cultura occidentale avvennero grazie allo sbarco di Napoleone con le sue truppe in Egitto. Al Cairo i suoi soldati ebbero modo di assistere alla danza del ventre delle gawazee, danzatrici zingare che si esibivano in accampamenti lungo le rive del Nilo e ne rimasero stregati. L'impatto con l'espressione forte e suadente con queste danzatrici del ventre fu così forte che vennero accusate di creare scompiglio tra le truppe, tanto che i generali francesi ordinarono una vera e propria persecuzione nei loro confronti. Il trattamento riservato a queste donne dichiara molto esplicitamente quale fosse la mentalità maschile e colonialista dell'epoca.
L'atteggiamento generale nei confronti delle danzatrici del ventre cominciò a modificarsi grazie all'apprezzamento di viaggiatori stranieri, in particolare europei che si recavano in quei luoghi per ragioni di commercio. Questi da prima non apprezzavano quel tipo di spettacolo, principalmente perché non gli era famigliare la musica e perché avevano in mente un ideale di bellezza femminile diversa da quella delle gawazee, in seguito ne rimanevano affascinati tanto da preferire la loro arte a quella dei migliori balletti europei.

In seguito viaggiatori come intellettuali, artisti, esploratori e scienziati furono sempre più benevoli nelle loro considerazioni su quelle strane danzatrici del ventre "la cui bellezza traspare in tutto ciò che fanno" come scrisse il pittore francese Eugenie Delacroix.
Tra le alterne vicende che hanno travagliato l'esistenza delle donne danzatrici, vi fu anche il loro bando dal Cairo nel 1834, a causa di Muhammad Ali allora governatore dell'Egitto. Malgrado tutte le vicissitudini e la disapprovazione che incontrava, la danza del ventre è sopravvissuta negli harem e nelle feste private, dove le donne hanno continuato a danzare tra di loro.
Alla metà del diciannovesimo secolo fu conosciuta in America grazie alle "Grandi esposizioni" enormi fiere itineranti famose da una parte all'altra dell'Atlantico, che portarono danzatrici mediorientali ad esibirsi di fronte ad un vasto pubblico che ne rimaneva incantato.

Anche il mondo del cinema di quell'epoca si interessò alla danza del ventre, i produttori cinematografici, diventati consapevoli della popolarità della danza del ventre utilizzarono sempre più spesso la figura della danzatrice nei propri film, tanto che negli anni trenta e quaranta, in Egitto la richiesta era talmente alta che non riuscivano a trovarne a sufficienza, così ricorsero a donne occidentali. Capita spesso di vedere in una pellicola dell'epoca una breve apparizione di una danzatrice del ventre con abiti e movenze orientali e magari i capelli biondi.

Nonostante tutte queste contaminazioni, ancora oggi in Medio Oriente e in Africa settentrionale in contesti lontani dalle città, la danza delle donne svolge ancora un ruolo fondamentale nelle occasioni rituali, terapeutiche o di puro divertimento; mentre nelle città si possono ammirare esibizioni sempre più evolute e raffinate nella tecnica interpretativa. Sia in Oriente che in Occidente oggi la danza del ventre è conosciuta prevalentemente nella sua versione cabarettistica, ciò è dovuto al fatto essenzialmente alla tipologia dei luoghi in cui viene rappresentata.
Attualmente però, grazie al crescente interesse da parte delle donne nei confronti di quest'arte così affascinante, si stanno formando scuole e compagnie di danzatrici del ventre professioniste in grado di mettere in scena veri e propri spettacoli di danza orientale rappresentati in tournè in prestigiosi teatri e festival in tutto il mondo.
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